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Luxury Villas, Apartments and Boats in Sorrento

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« Poche città ponno vantare la sua veramente incantevole, romantica, deliziosa, e quanto mai amenissima situazione, quale non può esprimersi con poche parole; anche pel ridente e leggiadrissimo promontorio del suo nome celebre, come per la purissima e saluberrima aria, onde fu appellata naturae miraculo e altamente rinomata. »
(Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, vol. LXVII, p. 233)

Sorrento (Surrient in napoletano) è un comune italiano di 16.592 abitanti della città metropolitana di Napoli, in Campania.

Meta turistica per eccellenza, da sempre per le sue bellezze naturali ed artistiche e le sue tradizioni, Sorrento è il maggiore centro per numero di servizi offerti ed anche il più conosciuto e nominato di tutta la Penisola Sorrentina. È Sede Arcivescovile.

Si trova a 46,5 km di distanza da Napoli città, ed è situato sul versante nord-occidentale della penisola che ne prende il nome.

Il centro si distende armoniosamente sopra un alto terrazzo tufeaceo, che domina a picco il mare da un'altezza di 47 metri, in mezzo ad una rigogliosa vegetazione.

La fondazione è tradizionalmente e leggendariamente attribuita ai greci, ma Sorrento ebbe come primi abitanti stanziali i popoli italici, dagli Etruschi e poi, dal 420 a.C., vi fu importante l'influsso degli Osci. In età romana è ricordata per aver partecipato all'insurrezione degli Italici (90 a.C.); vi fu quindi dedotta da Silla una colonia, a cui seguì più tardi uno stanziamento di veterani di Ottaviano. Fu poi municipio della tribù Menenia. Fu sede vescovile almeno dal 420. Durante la crisi del dominio bizantino in Italia, Sorrento acquistò autonomia come ducato, prima sotto la supremazia dei duchi di Napoli, poi con arconti e duchi propri, sempre in lotta con Amalfi, Salerno ed i Saraceni. La storia di Sorrento si confonde con quella delle altre città campane; prese parte alle leghe anti musulmane; combatté i Longobardi di Benevento; conobbe lotte familiari tra i nobili locali. Obbligato nel sec. IX da Guaimario ad accettare come proprio duca il fratello, Guido, il Ducato di Sorrento riprese la propria autonomia dopo la morte di quest'ultimo per poi perderla definitivamente nel 1137, assorbito nel nuovo regno dei Normanni. Sorrento seguì da allora le sorti del regno, non senza ribellioni e conflitti, specie all'inizio dell'età aragonese. Nel 1558 fu presa e saccheggiata dai Turchi; nell'inverno del 1648 la città sostenne valorosamente l'assedio di Giovanni Grillo, generale del duca di Guisa.

Il centro storico mostra ancora il tracciato ortogonale delle strade di origine romana, mentre verso monte è circondato dalle mura cinquecentesche. Vi si trovano il Duomo, riedificato nel XV secolo, con facciata neogotica, e la Chiesa di San Francesco d'Assisi, con un notevole chiostrino trecentesco, con portico arabeggiante ad archi che s'intrecciano su pilastri ortogonali. Nel museo Correale di Terranova sono esposte collezioni di reperti greci e romani e di porcellane di Capodimonte, con una sezione di pittura del XVII-XIX secolo; dal parco si gode inoltre una magnifica vista sul golfo. Presso la Punta del Capo, 3 km a ovest, si trovano resti romani ritenuti della villa di Pollio Felice (I secolo d.C.). Un'altra villa marittima è la "Villa di Agrippa Postumo", sotto l'attuale "Hotel Syrene". La villa fu fatta costruire dallo sfortunato nipote di Augusto.

Palazzi e ville
Procedendo verso la località Capo di Sorrento non si può fare a meno di notare sul Corso Italia la Villa Fiorentino lasciata in eredità dai coniugi Fiorentino-Cuomo al comune di Sorrento. La costruzione fu terminata nel 1936 e si estende dalle antiche mura al corso Italia è usata per esposizioni mentre il suo giardino è adibito a parco giochi. In alcune occasioni si svolgono concerti.

L'antico rione di pescatori "marina grande" e la sua relativa spiaggia, è uno degli scorci più belli e suggestivi di Sorrento. In pieno centro storico, si apre il Vallone dei Mulini, un'antica valle che conserva i resti di un mulino, una segheria ed un lavatoio pubblico.

L'economia di Sorrento si fonda in gran parte su alcuni settori di punta quali il turismo, grazie alla naturale vocazione culturale e balneare del graziosissimo centro abitato, sull'agricoltura basata sulla produzione di agrumi (notissimo in tutto il mondo è il limoncello, liquore ottenuto con bucce di limone, alcool, acqua e zucchero), noci e olio, sulla trasformazione di prodotti caseari e, in ultimo, sulla creazione di eccezionali dolci, come ad esempio la tipica delizia al limone; inoltre sono famosissime le caratteristiche arti dell'intarsio su materiali lignei e della lavorazione di merletti.

La Penisola, area di antica tradizione casearia, offre itinerari alla ricerca di antichi sapori e storici vini, attraverso prodotti e produttori, espressione del territorio. Si passa dal limoncello di Sorrento all'olio alimentare a denominazione di origine protetta Penisola Sorrentina, dalla pasta di Gragnano ai latticini di Agerola, sostando in veri templi del gusto e girovagando per cantine e frantoi. Si parte da Vico Equense, vero paradiso gastronomico, dove piccoli "artigiani del gusto" realizzano dei grandi prodotti, come la salsiccia e il salame fatto di carne suina e scorza di arancia, ed i magnifici prodotti caseari, dai burrini, caciottine ripiene di un delicato purè di burro, ai caprignetti, piccole palline ottenute da una crema di formaggio caprino (cacio-ricotta) che, dopo essere state cosparse di erbe aromatiche, vengono conservate sott'olio. Il più pregiato di tutti è il rinomato Provolone del Monaco DOP, formaggio stagionato a pasta filata nella caratteristica foggia a melone leggermente allungato o a pera, senza testina. I prodotti caseari della zona sono ancora prodotti in modo artigianale e svariate sono le botteghe gastronomiche e i produttori presso cui si possono assaggiare e acquistare i prodotti tipici, ma anche osservare il ciclo di produzione. Da notare sono le trecce alle olive e le altre specialità dei Monti Lattari.

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